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Nonni... giochiamo?

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nonniErano tanti i nonni che, giovedì 24 novembre, hanno simpaticamente affollato il salone della Scuola Primaria “M. Montessori” e le aule delle classi seconde A e B. Una mattinata tra nonni e nipoti per raccontare come erano i giochi e i giocattoli di un tempo. L’incontro è stato organizzato dalle maestre per sviluppare la tematica “Giochi e giocattoli d’altri tempi e la loro evoluzione”, in seno al Progetto d’Istituto “L’Evoluzione scientifica e tecnologica da Leonardo ad oggi”.

 


I bambini hanno atteso trepidanti i nonni e avevano preparato un sacco di domande, ma la loro prima richiesta è stata: “Nonni, giochiamo?”
Il gioco è l’espressione più autentica della cultura umana, è sempre “figlio del tempo” e si adatta al contesto sociale in cui si svolge. Il recupero dei giochi tradizionali rappresenta pertanto la riscoperta della propria storia, delle proprie origini e del senso di appartenenza ad un determinato contesto territoriale e sociale. Il gioco stimola l’inventiva, la curiosità, la manualità, l’ingegno; con il gioco il bambino si adatta e si avvicina alla società degli adulti.
Si è pensato, pertanto, ad un percorso formativo allargato al coinvolgimento dei partecipazione dei genitori, ma soprattutto alla partecipazione dei nonni i quali, attraverso racconti e dimostrazioni pratiche, hanno offerto e continuano ad offrire interessanti e piacevoli testimonianze dei giochi della loro infanzia. 

Come da tradizione popolare, i giochi di una volta sono passatempi semplici che richiedono velocità, destrezza, fantasia. Negli anni cinquanta, il nostro era un territorio povero con un’economia legata prevalentemente all’agricoltura. I nonni hanno raccontato, ai bambini che li ascoltavano a bocca aperta, che non avevano a disposizioni i sofisticati giocattoli di oggi. I bambini si costruivano da soli i loro giochi con i materiali che c’erano a disposizione e la fantasia diventava la materia primaria. I giochi si facevano prevalentemente per strada o nei tanti spazi che la natura concedeva, c’era il piacere di fare parte del gruppo, di mettersi alla prova riuscendo a superare le difficoltà.
I nonni hanno raccontato di fantomatiche battaglie combattute tra i vicoletti, dove ognuno aveva il proprio ruolo, dal re al comandante, con fucili fatti di legno e archi e frecce costruiti con steli di melograno. Hanno fatto vedere i giocattoli di un tempo e spiegato il loro funzionamento: “lu motopattinu”, “la carruzzedda”, “la trenula”, “la fionda”, “lu telefonu” fatto con le scatole di latta e la corda.


Sovrano dei giocattoli in legno, “lu ruculu”. Ogni nonno, bambino di un tempo, ne possedeva uno. È stato fantastico quando nonno Mimino si è alzato e, con un gesto veloce e deciso, ha fatto piroettare il suo “ruculu”. Immediatamente Nonno Antonio è scattato in piedi e ha lanciato il suo, a ricordare le vecchie sfide che si facevano tra bambini.
Le nonne invece, con fare dolce e amorevole, hanno raccontato dei pomeriggi trascorsi alle suore o alla “mestra”, hanno fatto vedere come erano brave manualmente a farsi le “pupe di pezza” e hanno invitato i bambini a giocare con loro. Un vero spettacolo per gli occhi e per il cuore, un vero e proprio condensato di storia, di amore smisurato e di divertimento, che ha regalato a tutti un tuffo nel passato riportando adulti e bambini ai bei momenti spensierati dell’infanzia.


I nonni sono stati un fiume in piena, hanno raccontato, raccontato e raccontato, anticipando i pensieri dei bambini che fremevano nel voler far loro sempre domande. Ci sono stati momenti di commozione profonda, straordinaria. Un viaggio a ritroso nel tempo alla riscoperta delle proprie radici e del proprio passato fatto di divertimento e socializzazione, un momento per rafforzare il legame con la propria identità che si scopre essere comune, perché il linguaggio del gioco e della fantasia è universale e figlio del proprio tempi, ecco perché importante ricordare e mantenere viva la tradizione nel passaggio di consegne da nonni a nipoti, da genitori a figli.
I nonni hanno gradito moltissimo l’iniziativa e sono stati invitati dai bambini a partecipare attivamente alla serata dedicata all’Open Day, il 14 di dicembre. Illustreranno i giochi e i giocattoli di un tempo e giocheranno insieme ai bambini “visitatori”.


Un’opportunità più che positiva di scambio di esperienze e storie tra due generazioni.

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AdmirorGallery 4.5.0, author/s Vasiljevski & Kekeljevic.